NK-Life

ARABINOSSILANO e ACIDO LIPOICO

UNA FORMULA INNOVATIVA PER POTENZIARE LE CAPACITA' IMMUNITARIE, ANTIRADICALICHE, RIGENERANTI E SEQUESTRANTI

 

Arabinossilano

L’ arabinossilano  è un alimento vegetale polisaccaride non amidaceo “trattato”, è dimostrato possedere vari effetti benefici su patologie legate allo stile di vita o malattie causate da agenti patogeni, esercitando una funzione protettiva sull’organismo.

Gli Arabinossilani sono presenti in natura nella crusca delle graminaceae (Graminiae)  e in un tipo di crusca di Riso (fibre alimentari) (1, 2).

Sono inoltre chiamati anche  NSP (polisaccaridi non amidacei o pectine), contenuti  principalmente nel grano (emicellulosa di riso come componente principale).

La figura di seguito riportata rappresenta la configurazione di un polimero composto da  più unità di  arabinossilano.

                                               [Representative arabinoxylan structure]

 

Arabinossilani sono composti   da residui di  α-L-arabinofuranose legati come branch-points β(1-4) a scheletro polimerico composto da catene di   D-xylopyranose.

Sebbene lo scheletro della struttura dello xylano sia simile a quella presente nella cellulosa,  la macromolecola non raggiunge la stesso grado di cristallinità e rigidità della cellulosa,  poiché la presenza dell’arabinosio riduce l’interazione tra le catene.

Quando ci sono tratti di xylano polimerico di-sostituito la catena diventa  più rigida  a forma di loop  (ferro di cavallo) (2).

 [Putative xylan loop structure showing the hydrophobic cavity]

β-Xylan loop structure       

La struttura a loop del β-xylan presenta una cavità idrofobica  che assomiglia alle ciclodestrine  infatti  questo sito idrofobico  ha la capacità di  complessare (come le ciclodestrine)  altre molecole.

Queste fibre alimentari attraversano sia lo stomaco che l’intestino tenue, senza essere digerite completamente, per essere poi parzialmente scomposte dai batteri intestinali e assorbite dall’intestino crasso.

Rispetto ad altre fibre contenenti polisaccaridi, aventi un peso molecolare molto alto e quindi difficilmente assorbibili, senza pertanto alcuna azione terapeutica, l’emicellulosa estratta dal mais (arabinossilano),  per il suo basso peso molecolare,  presenta una spiccata permeabilità cellulare, che permette l’effetto terapeutico spiegato successivamente.

 

Degradazione e utilizzazione degli NSP

 

Gli NSP o polisaccaridi non amidacei o pectine, sono degradati da specifici enzimi a livello del piccolo intestino.

La loro digestione produce soprattutto xilosio e arabinosio che vengono assorbiti attivamente dalla mucosa intestinale.

 

 

Questi zuccheri contribuiscono solo minimamente al fabbisogno energetico per via della inadeguata utilizzazione metabolica.

L’idrolisi enzimatica svolta nell’intestino tenue non è completa e può essere completata nel grosso intestino ad opera della microflora, producendo  acidi grassi.

Ciascun cereale è caratterizzato da un tipo di NSP solubile ed insolubile (3).


Nisshoku Arabinoxylan

L’arabinossilano, è presente in natura nella crusca delle graminacee, in forma solubile ed insolubile in acqua. La seconda è la struttura maggiormente presente nella crusca.

Nisshoku arabinoxylan, è costituito dalla parte solubile in acqua estratto dall’involucro del mais, la sua somministrazione orale costante nell’uomo, grazie alle sue proprietà chimico-fisiche e biologiche, permette di espletare una funzione protettiva sull’organismo, difendendolo da patologie legate allo stile di vita o malattie causate da agenti patogeni (4, 5).

La composizione del preparato idrofilico (Nisshoku Arabinoxylan), include un polisaccaride estratto dal mais, strutturato da D-xylose legato con D-arabinose. Il peso molecolare di questo disaccaride, calcolato con la molecular mass è di 53kDa (4).

 

Specifiche

 

Nisshoku Arabinoxylan, analisi dei monosaccaridi con idrolisi di H2SO4

D-xylose

46.9%

L-arabinose

35.2%

D-galactose

6.7%

D-glucose

6.3%

Glucuronic acid

4.0%

Specifiche Nisshoku Arabinoxylan

contenuto in Arabinossilano

superiore al 70%

proteine*

inferiore al 2%

Umidità

inferiore al 7%

ceneri*

inferiori al 3%

pH

4-6

*misurate su sostanza anidra

     misura particelle presenti < 1.0 mm

metalli pesanti

Pb

< 20.0 ppm

As

< 2.0 ppm

 

Micro test

Conta aerobica < 3,000 cfu/g

Coliformi: negativo

 

Valore nutrizionale  (% di lipidi, proteine, carboidrati, vitamine, minerali, fibre)

 

lipidi                                        0.0 %

proteine                                   0.67 %

carboidrati (fibre)                     94.1 % (77.6%)

vitamine                                   ---

minerali                                    1.13 % (come ceneri)

Kcal                                        223.5

 

ASPETTI  FARMACOLOGICI

 

Arabinossilano

 

L’arabinossilano è formato essenzialmente, da due monosaccaridi (xyloso e arabinoso); grazie al loro basso peso molecolare ed alla particolare conformazione strutturale che fanno assumere alla molecola, contribuiscono solo minimamente al fabbisogno energetico, pur possedendo permeabilità intestinale. Queste strutture molecolari attraversano sia lo stomaco che l’intestino tenue, senza essere digerite completamente, per essere poi parzialmente scomposte dai batteri intestinali e assorbite dall’intestino crasso. La microflora intestinale, scomponendo l’arabinossilano nel grosso intestino produce acidi grassi (4).

Le proprietà descritte permettono l’effetto terapeutico di seguito spiegato.

Le proprietà chimico-fisiche e biologiche dell’arabinossilano permettono di espletare una funzione protettiva sull’organismo, difendendolo da patologie legate allo stile di vita o malattie causate da agenti patogeni. Se somministrato oralmente, secondo un preciso schema terapeutico successivamente indicato, ha evidenziato interessanti proprietà. Di seguito, sono evidenziate graficamente, gli effetti immunologici dimostrati scientificamente da arabinossilano idrolizzato estratto dal mais in cavie murine (4).

o       aumento dell’attività immunologia  nelle patologie virali attraverso l’attivazione  di diverse citochine, quali l’interluchina 2 (IL-2) e l’interferone gamma (INF-γ) e il fattore di necrosi tumorale (TNF-α) (4).

 

 

                                  

                                  

                                  

  

o       aumento dell’attività delle natural killer (leucociti NK), dei macrofagi e dei linfociti T e B, con  inibizione della crescita di cellule tumorali (4, 5, 6, 7).

 

 

 

 Le cellule NK sono importanti perché in grado di operare  più o meno indipendentemente, senza istruzioni speciali da parte del sistema immunitario, al fine di riconoscere ed attaccare una cellula estranea. Sono quindi la “ prima linea” del sistema di difesa contro virus o cellule malate.

Imbattendosi in una cellula anomala, la cellula NK aderisce alla membrana cellulare della cellula atipica, iniettando granuli citoplasmatici, che dissolvono rapidamente la cellula aggredita (attività citotossica).

 

o       Riduzione di sintomi cutanei in eczema atopico sviluppato in cavie murine (4).

 

Questi risultati, indicano nell’arabinossilano, numerose potenzialità terapeutiche, infatti, incrementa i livelli di attività dei NK, stimola la produzione di IL-2 ed INFγ, attivando così un’attività antinfiammatoria, non solo, è dimostrato ridurre i sintomi cutanei in eczema atopico (4).

 

Acido Lipoico

L’acido Lipoico (LA), o acido Tioctico, era ritenuto fino a poco tempo fa, una vitamina. Le fonti naturali  di LA sono i tuberi delle patate, i broccoli e gli spinaci. La maggiore fonte  però di  LA resta comunque la carne rossa e alcune frattaglie (in particolare modo il cuore). Sebbene  LA  non rappresenti di per sé un costituente definibile come essenziale, dal momento che il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo, esso si ritrova comunque in quantità abbastanza ridotte nel corpo umano. Infatti esistono  problemi di bio-disponibilità  dell’LA  contenuto negli alimenti, in quanto esso è presente in forma coniugata  con la lipolisina, creando  una molecola nell’insieme più grande e più difficilmente assorbibile. Quanto fino ad ora osservato gioca dunque a favore dell’assunzione di LA  tramite integrazione. L’acido alfa lipoico è una molecola relativamente piccola formata da una catena di otto atomi di carbonio e due di zolfo collocati nella parte terminale. Nella forma ridotta, nota anche con il nome di acido diidrolipoico, (DHLA) gli atomi di zolfo sono presenti come tioli liberi (–SH), mentre nella forma ossidata (LA), grazie alla generazione di un legame disolfuro (-S-S), danno origine ad una struttura terminale ad anello (“dithiolane ring”) (8, 9).

Data la sua particolare struttura molecolare, l’acido alfa lipoico può sia andare incontro a reazioni di ossido-riduzione, sia fungere da trasportatore di elettroni, o di gruppi acetilici.  

Per questo motivo l’acido alfa lipoico agisce da cofattore per numerosi enzimi che partecipano al processo di conversione del glucosio, degli acidi grassi e delle altre fonti energetiche in adenosin-trifosfato (ATP) es. piruvato deidrogenasi, alfa-chetoglutarato deidrogenasi.

 Acido Alfa Lipoico schema

Tale processo, che avviene a livello dei mitocondri cellulari, comprende quel complesso insieme di reazioni che è noto con il nome di “ciclo di Krebs”. La disponibilità di acido lipoico a livello cellulare, aumenta la percorribilità del ciclo di Krebs e conseguentemente anche l’efficienza dell’intero processo.


 

Attività dell’acido lipoico

Le varie funzioni di LA e DHLA possono essere riassunte nella seguente figura 1 e 2

 

 

 

Fig1

 

 

 

 

Fig 2

 

L’acido lipoico, per la sua particolare struttura, è prontamente assorbito e trasportato attraverso le membrane cellulari, dove può quindi esercitare la sua azione, mantenendo la sua attività sia nei comparti cellulari acquosi (citoplasma), che in quelli lipidici (membrana cellulare).


   o       LA è un sequestrante di radicali liberi (10, 11, 12, 13,14)

 

o       attività rigenerante di altri antiossidanti, donando il suo elettrone alle forme ossidate e quindi non più attive di glutatione (glutatione disulfide) vitamina C (acido deidroascorbico), rigenerandole a glutatione ridotto e ad acido ascorbico.

 

A sua volta, la vitamina C in forma ridotta, è in grado di riattivare la forma ossidata della vitamina E (cromanossil radicale), riducendola a tocoferolo (vitamina E attiva).

Questo processo ha carattere di ciclicità, infatti dopo la donazione di un elettrone, l’acido diidro lipoico (DHLA) ritorna alla forma ossidata di acido lipoico (LA). Dal momento che anche l’acido lipoico nella forma ossidata possiede proprietà antiossidanti, il ciclo di rigenerazione può proseguire nell’interesse della cellula.

DHLA e LA formano una coppia redox, che è in grado di catturare un elevato numero di specie reattive dell’ossigeno nonché altri radicali liberi come idrossile, ossido nitrico, perossinitrito, perossido d’idrogeno e ipoclorito. LA, ma non DHLA, è in grado di catturare il pericoloso ossigeno singoletto, mentre DHLA, ma non LA, può catturare i radicali superossido ed ossigeno perossil-reattivo (15, 16, 17).

L’acido lipoico svolge quindi  un’azione protettiva nei danni da perfusione (circolazione- ictus) e da stress ossidativi, come il diabete, le polineuropatie e le nefropatie diabetiche (18).

o       Agente che riduce la resistenza all’insulina   

L’acido Lipoico, possiede la proprietà di ridurre la resistenza all’insulina, (cioè il pancreas continua a produrre insulina, anche in assenza di uno stimolo alimentare, come ad es. durante situazioni di stress perduranti nel tempo), insulina che non riesce ad essere utilizzata a livello periferico, fenomeno ben conosciuto per l’insorgenza di diabete e  della cosiddetta SINDROME X ( disturbo sempre collegato alla resistenza insulinica, con iperinsulinemia, sovrappeso, ipertensione arteriosa, cataratta, ipertrigliceridemia e ipercolesterolemia ).

L’acido lipoico interviene in questa situazione interagendo con i gruppi sulfidrilici dei recettori cellulari per l'insulina, consentendo una maggiore sensibilità per quest'ormone che, di conseguenza, permette un miglior ingresso di glucosio e nutrienti all'interno della cellula,  soprattutto quella muscolare, abbassando la glicemia.

Probabilmente, questa azione è consentita grazie alla neutralizzazione dei radicali liberi che danneggiano ed occupano i recettori insulinici cellulari.

Un altro modo in cui aumenta l'utilizzo del glucosio è attraverso la stimolazione dei carrier GLUT 1 e GLUT 4, i quali trasportano questo zucchero dal sangue all'interno delle cellule, utilizzando vie indipendenti da quelle dell’insulina stessa.

 

o       Agente che riduce la glicazione delle proteine

 

Con la glicemia alta, sono disponibili molte molecole di glucosio che possono reagire (reazione di condensazione) con le proteine dei muscoli, il collagene, la mielina, la pelle, i nervi, il tessuto connettivo, compromettendo la loro integrità e causando un accelerato invecchiamento ed una serie di patologie riconoscibili nelle complicanze del diabete, con conseguente produzione di composti di carattere radicalico, i cosiddetti AGEs (“Advanced Glycation End-products”).

La glicazione delle proteine è una forma di catabolismo, in quanto è in grado di danneggiare tutte le proteine tissutali. L’assunzione dell’acido lipoico riduce la glicemia e quindi il rischio di questa glicazione e del deterioramento organico.

 

o       Agente detossificante

 

L’acido lipoico protegge il fegato dai danni causati  dall'avvelenamento da  funghi, quali l’Amanita Falloide e Galeriana e da qualsiasi altra forma di avvelenamento e in chi è sottoposto a chemioterapia e/o radioterapia. In tutti questi casi l’azione benefica  dell’acido alfa lipoico non sembra tanto diretta alla neutralizzazione delle tossine, quanto piuttosto alla stimolazione della reattività delle cellule epatiche. Ciò è direttamente visibile dalla graduale normalizzazione di alcuni enzimi, quali ad esempio la SGPT.

La stessa azione la esplica nei confronti dei farmaci che vanno a sovraffaticare e danneggiare il  fegato, impedendogli di svolgere le sue molteplici funzioni.

 

o       Agente acceleratore metabolico,  rende disponibile una maggiore quantità di acetyl-CoA (derivante dal piruvato) che entra nel ciclo di Krebs, aumentando la produzione di ATP e fornendo più energia all'organismo.

o       Facilita  il passaggio dalla glicolisi anaerobica a quella aerobica, permettendo un maggior utilizzo di acidi grassi  per produrre energia ed una minore produzione di acido lattico e tossine.

o       Agente che interviene sulla funzionalità nervosa

L’acido alfa lipoico è ottimo anche per la funzionalità nervosa, proteggendo i nervi dal danneggiamento agendo su diversi fronti. In primo luogo, limitando i danni provocati dai radicali liberi, li preserva da una pericolosa degenerazione. Secondariamente, migliorando la velocità della comunicazione nervosa, ne ottimizza la funzionalità.

Inoltre, l’acido alfa lipoico esercita un’azione normalizzante nei confronti della sensibilità nervosa, riducendo in tal modo sia il dolore che la torpidità sensoriale. Nel caso particolare della sciatalgia, ad esempio, sembra che la somministrazione di acido alfa lipoico possa aumentare nel nervo sciatico, la presenza di alcune sostanze ad azione neurotropica, quali ad esempio il neuropeptide Y. Ciò migliorerebbe sensibilmente la funzionalità nervosa e diminuirebbe il dolore.


NK-Life: posologia e tossicità

L’Arabinossilano non presenta alcuna tossicità. In esperimenti fatti su cavie, non si è rilevata alcuna tossicità neppure con un dosaggio pari a 36 gr/kg. In cinque anni di ricerca su centinaia di pazienti non sono stati riferiti casi di effetti collaterali o di interazione di alcun genere, neppure con l’associazione con altri farmaci. L’acido alfa lipoico (LA), è solitamente presente in maggiori quantità nei tessuti che sono più ricchi di mitocondri, dove avvengono la maggior parte delle reazioni deputate alla produzione di energia. Per quanto concerne la tossicità, possiamo affermare che l’assunzione giornaliera di LA non è stata fino ad oggi collegata con alcun effetto collaterale specifico. Diverse ricerche hanno inoltre documentato l’assenza di potere mutageno, teratogeno o cancerogeno.

 

La combinazione Arabino + LA è importante non solo per mantenere costante l’effetto immuno-modulante della molecola nel tempo, riducendo così la formazione di radicali liberi…., ma soprattutto nel  migliorare la compliance della terapia classica, soprattutto nelle patologie tumorali, riducendo drasticamente gli effetti collaterali, migliorando la qualità della vita dell’individuo stesso, in modo particolare prevenendo la marcata riduzione dei globuli bianchi, spesso causata dalla chemio e/o radioterapia. 


POSOLOGIA NK LIFE

COME COADIUVANTE NELLE MALATTIE TUMORALI:             4 cps al giorno

COME COADIUVANTE NELLE MALATTIE VIRALI:                    3 cps al giorno

COME COADIUVANTE NELLE MALATTIE AUTOIMMUNI:       3 cps al giorno

COME COADIUVANTE NELLA SINDROME X:                            3 cps al giorno

COME COADIUVANTE NELLA CATARATTA :                             2 cps al giorno

IN TUTTE LE MALATTIE   DEGENERATIVE:                                 2 cps al giorno

TRATTAMENTI DI CHEMIO e/o RADIOTERAPIA:                        4 cps al giorno

NELLE MESENCHIMOPATIE E TOSSICOSI IN GENERE:            2 cps al giorno 

La terapia va eseguita da un minimo di tre mesi, ad un massimo di due anni nelle gravi patologie, con una fase di mantenimento da eseguire nei cambi stagionali (primavera- autunno).

In tutti i casi l’assunzione deve avvenire a stomaco pieno..   

È opportuno seguire una corretta alimentazione ed introdurre almeno 2 lt. di acqua al giorno.

                              Specifiche  NK LIFE

 Composizione per una capsula

Arabinossilano                              400 mg

Acido lipoico                                100 mg

Gomma arabica                             53 mg

Magnesio stearato                        12 mg


 
BIBLIOGRAFIA

 

1)      Ordaz-Ortiz JJ, Devaux MF, Saulnier L. Classification of wheat varieties based on structural features of arabinoxylans as revealed by endoxylanase treatment of flour and grain. J Agric Food Chem. 2005; 53(21):8349-56
2)      Robert P, Marquis M, Barron C, Guillon F, Saulnier L. FT-IR investigation of cell wall polysaccharides from cereal grains. Arabinoxylan infrared assignment. J Agric Food Chem. 2005; 53(18):7014-8
3)      Hopkins MJ, Englyst HN, Macfarlane S, Furrie E, Macfarlane GT, McBain AJ. Degradation of cross-linked and non-cross-linked arabinoxylans by the intestinal microbiota in children. Appl Environ Microbiol. 2003; 69(11):6354-60
4)      Ogawa K, Takeuchi M, Nakamura N. Immunological effects of partially hydrolyzed arabinoxylan from corn husk in mice. Biosci Biotechnol Biochem. 2005 Jan;69(1):19-25.
5)      Ghoneum M, Matsuura M. Augmentation of macrophage phagocytosis by modified arabinoxylan rice bran (MGN-3/biobran. Int J Immunopathol Pharmacol. 2004; 17(3):283-92.
6)      Ghoneum M, Gollapudi S. Cancer Lett. Modified arabinoxylan rice bran (MGN-3/Biobran) sensitizes human T cell leukaemia cells to death receptor (CD95)-induced apoptosis. 2003; 201(1):41-9.
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14)  Passwater RA. – Lipoic acid: the metabolic antioxidant. New Canaan, CT, Keats Publishing Inc., p. 1-47 (1995).

15)  Kagan V, Serbinova E, Packer L. Antioxidant effects of ubiquinones in microsomes and mitochondria are mediated by tocopherol recycling. Biochem Biophys Res Comm  1990; 169: 851-857

16)  Xu DP, Wells WW. – a-Lipoic acid dependent regeneration of ascorbic acid from dehydroascorbic acid in rat liver mitochondria. J Bionerg Biomembr  199628: 77-85

17)  Podda M, Tritschaler HK, Ulrich H, Packer L. – Alpha-lipoic acid supplementation prevents symptoms of vitamin E deficiency. Biochem Biophys Res Comm  1994; 204: 98-104

18)  Smith AR, Shenvi SV, Widlansky M et al. Lipoic acid as a potential therapy for chronic diseases associated with oxidative stress. Curr Med Chem.  2004. 11: 1135-1146

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