ACIDO LIPOICO

 

Conosciuto anche con il nome di acido tiotico, fu isolato nel 1951, nel fegato di un bovino e fu descritto come un cofattore enzimatico. È uno degli antiossidanti più potenti, utilizzato per contrastare l’invecchiamento, ed è stata evidenziata l’azione protettiva su molti organi, bersaglio dei radicali liberi, in modo particolare sul cervello.

L’acido lipoico è normalmente prodotto dal nostro corpo, capacità che diminuisce drasticamente dopo i 50 anni, oppure è introdotto con le quote alimentari degli acidi grassi.

L’acido lipoico, al contrario di molti alti antiossidanti, è solubile sia in acqua che nei grassi: questo gli consente di raggiungere i fluidi extracellulari attraverso il sistema ematico e contemporaneamente svolgere la sua azione di anti-perossidazione lipidica sulle membrane cellulari. 

L’acido lipoico è inoltre  un potente chelante cioè capace di rimuovere dal sangue eccessi di metalli come ferro e rame, così come metalli tossici quali cadmio, piombo e mercurio.

Per questa ragione, l’assunzione di acido lipoico, sotto forma d’integratore alimentare può essere di grande utilità per l’organismo.   

 

L’acido lipoico possiede alcune qualità che lo rendono unico:

Alta assorbibilità: essendo una molecola relativamente piccola, l’acido lipoico può essere prontamente assorbito e trasportato attraverso le membrane cellulari dove può quindi esercitare la sua azione.

Versatilità: l’acido alfa-lipoico mantiene la sua attività sia nei comparti cellulari acquosi (citoplasma) che in quelli lipidici (membrana cellulare).

Mantenimento del potere antiossidante in entrambe le forme: sebbene la forma ridotta (acido diidrossilipoico) sia la più attiva, anche a quella ossidata sono associabili apprezzabili proprietà antiossidanti.

Ampio spettro d’azione:  l’acido diidrossilipoico è attivo contro numerose specie radicaliche (ad esempio: radicali di tipo perossil, idrossil e perossi-nitritico, oltre a superossidi ed idroperossidi).

Rafforza e completa la rete difensiva messa a punto dalle altre molecole antiossidanti: rigenerando la Vitamina C e la Vitamina E ed in alcuni casi riesce a sopperirne le carenze.

Contenimento della fuoriuscita di radicali liberi originatisi in concomitanza di un metabolismo energetico spinto: la metabolizzazione dell’energia attraverso il ciclo di Krebs, quando è molto spinta, favorisce la formazione di radicali liberi. Anche se la maggior parte di questi radicali è contenuta nell’ambito delle reazioni chimiche del metabolismo energetico, una piccola parte può fuoriuscire e condurre gradualmente al danneggiamento cellulare. La disponibilità di acido lipoico, sebbene aumenti la percorribilità del ciclo di Krebs ed il conseguente rendimento energetico, incrementa anche il contenimento dei radicali liberi in formazione nel corso dell’intero processo. In tal modo viene garantito un sufficiente effetto protettivo, anche in condizioni di elevato rendimento energetico.

Efficacia clinica

Esistono alcune patologie dove si può avere miglioramento apprezzabile con l’integrazione di acido lipoico e sono:

Diabete e “Sindrome X”: in questo caso l’acido lipoico è in grado di incrementare l’efficienza dell’insulina, può migliorare il trasporto del glucosio all’interno delle cellule utilizzando vie indipendenti da quelle dell’insulina stessa, migliora l’efficienza dell’utilizzazione del glucosio attraverso i normali processi metabolici e quindi contribuisce alla normalizzazione del livello di glucosio nel sangue. L’acido lipoico ha la proprietà di ridurre la resistenza all’insulina, fenomeno che concorre all’insorgenza di Diabete e Sindrome X ma anche ad altri fattori, quali ad es. l’intolleranza al glucosio, il sovrappeso, l’ipertensione arteriosa, la trigliceridemia e l’ipercolesterolemia.

Per la funzione nervosa: l’acido lipoico è in grado di proteggere i nervi dalla degenerazione provocata dai radicali liberi. Migliorando la velocità della comunicazione nervosa ne  ottimizza la funzionalità. Inoltre, l’acido lipoico, esercita un’azione normalizzante nei confronti della sensibilità nervosa, riducendo in tal modo sia il dolore che la torpidità sensoriale. Ad esempio, nel caso particolare della sciatalgia sembra che la somministrazione dell’acido lipoico possa aumentare, nel nervo sciatico, alcune sostanze ad azione neurotropica che migliorerebbero la funzionalità nervosa e diminuirebbero il dolore.

Contro la cataratta: da numerosi studi condotti su animali, è emerso che la somministrazione da acido lipoico possa ridurre il rischio della comparsa della cataratta, patologia molto spesso correlata ad elevati livelli di glucosio nel sangue ed alla eccessiva esposizione alla luce solare. Questi fattori contribuiscono alla formazione dei radicali liberi, i quali possono poi provocare danni alle proteine delle lenti dell’occhio e favorire la generazione degli AGEs. Uno dei principali antiossidanti presenti nel fluido che circonda l’occhio è il glutatione del quale l’acido lipoico può contribuire alla rigenerazione. Bisogna inoltre sottolineare che l’acido lipoico contiene zolfo, uno dei più importanti componenti della molecola del glutatione.

L’integrazione con acido lipoico può dunque risultare di grande utilità per incrementare i livelli di glutatione nel nostro organismo, soprattutto nei distretti dove esso riveste particolare importanza.

Riduzione dei danni da ictus: l’ictus è una grave patologia dovuta della formazione di un coagulo che blocca il flusso di sangue in un vaso del cervello e conduce  al parziale o totale soffocamento delle cellule nelle zone interessate. Una volta restaurata la circolazione, le cellule possono continuare ad essere danneggiate a causa di un eccessiva formazione di radicali liberi, in questo caso la disponibilità di acido lipoico può risultare  di vitale importanza per la minimizzazione dei danni.

Funzione epato-prottetiva: le applicazioni terapeutiche dell’acido lipoico nel trattamento degli avvelenamenti da funghi tipo Amanita che producono tossine in grado di inibire le normali funzionalità del fegato e di distruggere le cellule epatiche. L’estrema tossicità di tali composti può portare a conseguenze gravissime, che comprendono in base alla quantità ingerita, il coma o la morte. Il trattamento più diffuso, ma non sempre attuabile è il trapianto di fegato.

L’azione benefica che può esercitare in questi casi l’acido lipoico non sembra tanto diretta alla neutralizzazione delle tossine, quanto piuttosto alla stimolazione della reattività delle cellule epatiche.  L’azione epato-protettiva esercitata dall’acido lipoico è di notevole interesse terapeutico, anche se necessita di ulteriori approfondimenti.

Per questa ragione gli integratori a base di acido lipoico potrebbero in futuro rappresentare un’ulteriore arma preventiva a nostra disposizione per la difesa nei confronti delle sostanze tossiche con le quali possiamo involontariamente venire a contatto tutti i giorni.

Posologia e tossicità

L’acido lipoico è solitamente presente in maggiori quantità nei tessuti che sono più ricchi di mitocondri, ovvero di quelli organuli cellulari nei quali avviene la maggior parte delle reazioni deputate alla produzione di energia. L’acido lipoico può essere introdotto nel nostro organismo, anche con gli alimenti come ad es. olio d’ oliva, patate, carote, patate dolci, barbabietole e carne rossa, seppure in quantità insufficienti per il nostro organismo. Sebbene l’acido lipoico non rappresenti di per sé un costituente definibile come essenziale, in quanto il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo, esso si trova comunque in quantità abbastanza ridotta nel corpo umano.

Sussistono inoltre problemi di biodisponibilità per l’acido lipoico contenuto negli alimenti in quanto in esso è presente in forma complessa con la lipolisina e crea un insieme più grande e più difficilmente assorbibile. In molti casi può essere raccomandabile l’integrazione di acido lipoico, ed il dosaggio ottimale varierà in funzione delle caratteristiche individuali, dello stile di vita, dell’attività fisica, dell’esposizione ai raggi solari.

La dose normalmente consigliata a scopo genericamente preventivo nei confronti delle degenerazioni causate dai radicali liberi per i soggetti sani è di 50mg/die, da assumersi preferibilmente in associazione con altri composti anti-ossidanti quali ad es. vitamine A,C,E, selenio, coenzima Q10, ecc.

Per l’attenuazione dei disturbi collegati all’intolleranza al glucosio ed alla Sindrome X, sono suggeriti dai 100 ai 300 mg/die. In presenza di soggetti diabetici sono consigliati 600mg/die, da assumersi sotto stretto controllo medico.

Per quando concerne la tossicità, si può affermare che l’assunzione giornaliera di 50mg/die di acido lipoico non è stata fino ad oggi collegata ad alcun effetto collaterale specifico.


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